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Black Sails: una serie tv sui pirati realistica e che merita

So cosa state pensando, raga. Pirati = roba come One Piece o Pirati dei Caraibi o, peggio, gente con una gamba di legno e un pappagallo sulla spalla.

No, raga, non fate il mio stesso errore quando ho letto per la prima volta la trama di Black Sails e ho pensato “è una merda”.

Black Sails è una serie che merita davvero.

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Il capitano Flint è davvero un tipo pericoloso come suggeriscono le navi in fiamme dietro di lui

Dà il suo massimo nelle prime tre stagioni. Ha un lieve calo nella quarta, in cui c’è pure un problema grave nella storyline di un personaggio principale che non mi è piaciuta come è finita (e non vi dico qual è per non farvi spoiler).

Tre sono i pregi principali di Black Sails secondo me.

1) Il conflitto tra personaggi è sempre presente e ben gestito. Tutti agiscono secondo un proprio sistema di valori, credenze, antipatie che li porta a scontrarsi con amici, alleati e nemici. E soprattutto  tutti agiscono con le informazioni limitate che hanno a disposizione, spesso commettendo errori (proprio come avviene nella realtà).
Il conflitto è così alto che, porca puttana, quasi ogni puntata la vivi sul filo del rasoio e con l’ansia allo stomaco!

2) È una serie che dà la sensazione di rispettare il realismo storico, al contrario di Vikings. Guardando Black Sails, non vi viene il dubbio che il mondo della pirateria non funzionasse davvero come mostrato e i costumi in uso non fossero quelli. Non ti dà a pelle la sensazione di “sbagliato” che dà Vikings.
Di sicuro chi è esperto dell’epoca d’oro della pirateria e del relativo periodo storico può smentirmi e segnalarmi un miliardo di errori, ma la sensazione che traspare alla maggior parte del pubblico che non ne sa una ceppa di storia è questa, ed è ciò che importa veramente. Si guarda una storia per la storia, il resto è contorno, che se è fatto bene tanto meglio e se è fatto male…. beh, amen. Si piange con un occhio e con l’altro ci si gode una buona storia.

3) Ci sono pochissime coincidenze. Di solito le coincidenze sono quelle che ammazzano una storia. Al protagonista serve un arma particolare per ammazzare l’antagonsita di turno? BAHM! Subito entra in scena un personaggio che può fornirgliela, che magari farà un po’ il difficile a dargliela all’inizio come una ragazza ai primi appuntamenti col fidanzato e poi cede. Talvolta non fa nemmeno il difficile (o la difficile) e gliela dà subito.
Nelle prime tre stagioni di Black Sails ci sono solo due-tre coincidenze circa, se ricordo bene, che sporcano un po’ la storia. Per esempio, nel primo episodio le guardie che vanno da Flint mentre discute con Richard Guthrie. L’altra che ricordo molto bene è nella terza stagione ed è un grosso spoiler, quindi non ve la indico.
Comunque sono tutte coincidenze facilmente evitabili, peccato.

Ci sono anche altri errori qua e là, niente è perfetto, ovvio. Ma va riconosciuto ai produttori di Black Sails di aver portato sullo schermo finalmente un’opera con pirati mostrati come persone vere e reali e non come pazzi eccentrici e sanguinari. C’è solo un personaggio così nella seconda stagione e viene subito ammazzato perché è palese che un matto simile non può sopravvivere in un sistema di vita precario e instabile come quello dell’isola di Nassau (l’isola su cui è ambientata parte della storia).

In Black Sails i pirati sono persone costrette a una vita di merda che si arrangiano per vivere e sognano una vita libera e onesta. Solo in alcune situazioni sono costretti a recitare la parte dei tipi violenti e sanguinari per vincere uno scontro o sopravvivere.

Molto bravi anche alcuni attori. Il capitano Flint spacca di brutto lo schermo e quasi ogni scena con Rackham è uno spasso.

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Jack Rackham e Anne Bonny. Spoiler: sono pirati realmente esistiti!

Non mi esprimo su regia e fotografia perché non ne so un cazzo. Comunque a un occhio totalmente ignorante e inesperto come il mio sembra decente quanto basta per far godere la storia, quindi bon.

Ok, raga, dopo ‘sto papiro chiudo con un consiglio.

Guardate Black Sails perché è davvero una serie tv fighissima!

 

 

 

 

 

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6 thoughts on “Black Sails: una serie tv sui pirati realistica e che merita

  1. Ciao!

    Purtroppo io e le serie poliziesche non andiamo molto d’accordo. Dopo la delusione di The Mentalist e la noia che mi ha trasmesso The Wire col suo iper-realismo preferisco evitarle. L’unica che sono riuscito a vedere con piacere è stata la prima stagione di True Detective. Il finale, però, l’ho trovato molto deludente 😦

    Mi piace

  2. Ottima recensione, davvero! È completa e si sofferma su tutti i punti più importanti. Mi trovo assolutamente d’accordo con te, soprattutto riguardo alla coerenza nel comportamento dei personaggi. Inoltre, hai detto una grande verità: i personaggi di Black Sails sono “persone costrette a una vita di merda che si arrangiano per vivere e sognano una vita libera e onesta”.
    Se vuoi, puoi leggere la nostra recensione su Black Sails qui: https://kerouaclibriebicchieri.wordpress.com/2017/06/15/black-sails-la-recensione

    Liked by 1 persona

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