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L’empatia per i personaggi di una storia è fondamentale

Ehilà, raga!

Oggi parliamo di “empatia” e della sua importanza in una storia. Ho deciso di fare un articolo più “tecnico” perché la tirerò in ballo in recensioni di varie serie tv in futuro.

Ok, per prima cosa diamo una definizione del concetto di empatia in una storia.

Abbiamo l’empatia per il personaggio di una storia quando il pubblico si preoccupa di ciò che accade al personaggio e prende a cuore il suo destino. Per creare questo legame occorre mostrare un personaggio moralmente giusto, o che sembra tale, che soffre ingiustamente.

Facciamo un esempio.

Anna è una ragazzina di sedici anni che vive in periferia. I genitori l’hanno mollata con una sorellina di due anni e lei è costretta a prostituirsi per vivere. Una sera finisce di “lavorare” e sta andando a fare la spesa. A casa la sorellina aspetta lei per cenare.
Anna viene derubata. Lei e la sorellina salteranno la cena e probabilmente Anna avrà altri casini. Magari c’è il padrone di casa che l’aspetta davanti alla porta pronto a sfrattarla e che ormai vuole i soldi degli arretrati e non si accontenta più di essere pagato in natura.

Se non siete dei mostri, dovreste provare empatia per la povera Anna. Ovviamente più si è originali nel creare l’empatia e meglio è. Questo è solo un semplice esempio per farvi capire.

Ma allora l’empatia si può provare solo per personaggi “buoni”?

No, è possibile crearla anche per personaggi “cattivi” in vari modi.

Per esempio, mostrare all’inizio il personaggio come moralmente giusto e man a mano che progredisce la storia ne svelate la vera natura “malvagia”. Per esempio, ciò accade con Walter White di Breaking Bad o il maggiore William Boore del romanzo Abaddon di Giuseppe Menconi (link acquisto qui, è un romanzo fighissimo scritto benissimo sia stilisticamente sia dal punto di vista della sceneggiatura).

Un altro modo è quello di mostrare un personaggio “cattivo” come il “meno peggio” in un determinato contesto. Questo è il caso di Ciro di Gomorra – la serie nella prima stagione. Nel suo ambiente malavitoso Ciro viene mostrato nelle prime puntate come il criminale meno peggio di tutti gli altri.

C’è anche un altro modo di creare l’empatia, possiamo chiamarlo “empatia maggiore”. Ma servono conoscenze più specifiche di come si crea una storia ed è inutile spiegarlo se non le si possiede. Magari ci torneremo in futuro se farò articoli più tecnici di approfondimento su come si crea una storia.

Come avete visto l’empatia è fondamentale in una storia. Se non si entra in contatto empatico col protagonista o un personaggio, se non ci frega nulla di lui e di cosa gli accade, semplicemente non seguiremo la storia e basta.

Ok, raga, per oggi abbiamo finito con l’articolo “palloso”.

Ci becchiamo alla prossima!

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2 thoughts on “L’empatia per i personaggi di una storia è fondamentale

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