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The Wire – una serie tv troppo realistica per me

Faccio una premessa: The Wire è una serie tv oggettivamente fatta bene per quel che ho visto io, cioè solo la prima stagione.

Per prima cosa vi riporto un mio parare puramente soggettivo sul perché non mi è piaciuta e su cui si può essere d’accordo o no.
A seguito troverete invece una breve analisi oggettiva dei pregi e dei difetti della serie.

Parere soggettivo

I motivi per cui The Wire non riesco a farmela piacere sono sostanzialmente due.

Il primo è che è troppo realistica per i miei gusti. Guardare una puntata di The Wire per me equivale a farmi un giro nella periferia della mia città o leggere un giornale. C’è la solita corruzione delle persone di potere, c’è lo spaccio di strada, ci sono i tossici e i giochi di potere all’interno della polizia…
Tutta roba che tratta in modo così realistico come fa la serie mi fa sbadigliare.
Le indagini stesse sono trattate in maniera molto realistica e ciò mi ha annoiato pure.

Io e questo iperrealismo nelle storie non andiamo d’accordo. Non è come in Gomorra- la serie dove pur trovando un’ambientazione che sembra reale percepiamo che è un po’ “romanzata”. Infatti Gomorra sono riuscito a seguirlo senza problemi, come altre serie sullo spaccio tipo Breaking Bad.

A me piace quando una storia sembra realistica ma non lo è fedelmente. Una cosa che ho scoperto dopo ventidue anni di vita.

Il secondo motivo per cui non riesco a farmi piacere The Wire è tutto l’arco narrativo che riguarda le indagini di polizia. Di come funzionano e dei poliziotti che le fanno non mi interessa niente.
Sono sempre stato attratto più dal lato “criminale” di questo tipo di storie. Infatti non ho avuto grossi problemi a seguire la storia della banda di neri spacciatori mentre le scene coi poliziotti mi veniva di saltarle tutte.

Analisi oggettiva

Pregi:

In The Wire ho trovato un’applicazione quasi da manuale del “Quadrilatero di Truby” fin dalla prima puntata. Per chi non lo conoscesse, è una regola che viene usata per creare antagonismi all’interno di una storia e viene chiamato “quadrilatero” perché a un angolo viene messo il protagonista e negli altri tre gli antagonisti. Ogni antagonista ha il suo sistema di valori e credenze che lo porta a scontrarsi con quelli del protagonista e degli altri antagonisti.
Questa struttura la si può anche ingrandire e portarla a livello di organizzazioni, stati e così via. Ed è quello che accade in The Wire.
Abbiamo gruppi di singoli personaggi che ce l’hanno tra loro anche all’interno della stessa organizzazione (polizia o banda criminale) e organizzazioni palesemente una contro l’altra o contro un singolo personaggio.

Questo è evidente già dalla prima puntata.

Riporto due esempi relativi all’analisi degli antagonismi della 1×01.

Quadrilatero Antagonismi Organizzazioni:

Senza titolo-1

Quadrilatero Antagonismi Singoli Personaggi:

Ne riporto solo uno relativo agli antagonismi tra la squadra omicidi – narcotici – giudice. Ne avevo stilati altri per le singole organizzazioni, ma direi che due bastano per farvi capire come funziona il quadrilatero.

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Vedete come ogni singolo antagonismo è sviluppato bene sia tra (e nelle) macro-organizzazioni sia tra i singoli personaggi che ne fanno parte?

Un’applicazione quasi perfetta che rende realistici sia i personaggi sia i conflitti.

 

Altro pregio è la cura dei dettagli in ogni singola scena. Niente viene mai trascurato e ha sempre un suo perché per essere mostrato. Si vede il lavoro scrupoloso degli sceneggiatori.

Difetti:

Uno dei difetti principali è nella prima puntata della serie. Ci sono un bordello di personaggi presentati tutti troppo velocemente e lo spettatore si confonde. Riesce difficile seguire all’inizio e ciò può allontanare il pubblico dalla visione (come capitò a me la prima volta che la guardai).

A questo problema se ne riconduce un altro: la serie è troppo lenta. Tutti questi personaggi, ognuno con la propria storia, tende a rubare spazio agli altri e rallenta il filo narrativo principale dell’indagine della polizia volta a inchiodare la banda di Barksdale.

 

Ok, raga, mi fermo qui. Su The Wire c’è molto da dire (e io ne ho visto solo una stagione!) e verrebbe fuori un papiro lunghissimo e non mi va di annoiarvi troppo.

Ci tengo a sottolineare che questa è una mia analisi e che quando si tratta di analizzare serie tv/film/altre storie non sempre quello che analizzi tu può corrispondere all’analisi di un altro. Ci si può confrontare e vedere chi può avere ragione o no in base a quanto mostrato nelle scene 🙂

Quindi, per concludere, consiglio o sconsiglio The Wire?

Se non avete i problemi che ho io con le storie iperrealistiche e con la parte poliziesca di tali storie, vi stra-stra-consiglio di vedere almeno la prima stagione. Sulle altre non posso dire niente perché non le ho viste 🙂

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2 thoughts on “The Wire – una serie tv troppo realistica per me

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