Senza categoria · serie tv

The Handmaid’s Tale: breve analisi del pilot della serie tv

L’altro giorno cercavo una nuova serie tv da vedere e ho trovato The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella), una serie tv distopica. A me le distopie piacciono molto, quindi ho deciso di guardare il pilot e vedere se valeva la pena seguire la serie.

La trama in breve presa da Wikipedia:

La società di Gilead, un tempo nota come Stati Uniti d’America, è governata da un regime misogino ed estremista che auspica un ritorno ai valori tradizionali della società. A capo di Gilead c’è il Comandante, che schiavizza le poche donne fertili rimaste per tentare di ripopolare il mondo. Difred, una delle ancelle del Comandante, cerca di sopravvivere alla crudeltà della società in cui vive e al tempo stesso ritrovare la figlia perduta.

Come pilot è nella media, ma ci sono molti aspetti tecnici discutibili nella sceneggiatura.

Ok, passiamo a vedere pregi e difetti oggettivi.

Pregi

La costruzione dell’empatia per la protagonista, Difred, è ben fatta. Ci troviamo nel caso del personaggio moralmente giusto che soffre ingiustamente: Difred è una madre che ha perso la figlia mentre tentava di fuggire in un altro stato, che prova ad aiutare le altre donne nella sua condizione all’interno del campo in cui fanno loro il lavaggio del cervello, subisce stupri e umiliazioni varie.
Di lei e di quello che le accade ci importa e ci preoccupiamo.

The Handmaid's Tale, difred, serie tv
Difred, la protagonista.

Altro elemento positivo presente nel pilot a fine puntata è la dichiarazione della posta in gioco. Non ne ho parlato finora sul blog, ma in breve possiamo dire che la posta in gioco in una storia è ciò per cui sta lottando veramente il protagonista.
Secondo la teoria ci sono sette tipi di posta in gioco diverse (anzi 7+1, ma una di queste può essere accorpata a un’altra), ma io non le tratterò qui. Per chi vuole approfondire vi consiglio questo articolo.

Per cosa sta lottando Difred nella storia quindi?
Beh, ce lo dice lei stessa con un suo pensiero a fine puntata: vuole sopravvivere per rivedere sua figlia un giorno.
L’ideale sarebbe che la posta in gioco venga dichiarata alla fine del primo atto in una struttura in 3/4 atti, ma vabbè. Almeno sappiamo che c’è ed è chiara.

Interessante è pure la scena in cui le ancelle uccidono con il consenso delle forze dell’ordine, anzi su loro invito, uno stupratore.

Per capirci meglio, vi faccio un piccolo approfondimento sull’ambientazione: solo i padroni possono avere ancelle e accoppiarsi con loro e le proprie mogli sterili, mentre il resto degli uomini no. Ci sono uomini di serie a e serie b, in poche parole. Non viene approfondito molto il discorso sugli uomini di serie b nel pilot, forse sarà presente dopo una spiegazione più accurata ma io ancora devo vedere il resto della stagione.

Ok, dicevamo, per esorcizzare la voglia di vendetta delle ancelle contro i veri stupratori, cioè i padroni che servono, le fanno sfogare sugli altri stupratori. Oltre al lavaggio del cervello, le ancelle vengono controllate pure nel modo in cui sfogare la propria rabbia per il male che subiscono.

E ciò è davvero inquietante. Ci troviamo in un mondo orribile in cui la donna fertile è totalmente priva di libertà e serve solo a figliare con la forza. Delle mogli sterili non si sa molto, ma, a giudicare dalle premesse e da quel poco che viene mostrato nel pilot sulla moglie della famiglia che serve Difred, nemmeno loro se la passano bene.

The Handmaid's Tale, ancelle, serie tv
Le ancelle uccidono lo stupratore.

Difetti

Uno dei grossi difetti del pilot è la presenza della voce narrante che ci riporta i pensieri di Difred e ci fa anche infodump, vomitando informazioni su quello che accade o accadrà.
Avere un punto di vista così profondo nella mente del personaggio è ok in un romanzo, favorisce l’immersione, ma al cinema e in tv ha l’effetto opposto.
Sappiamo quello che accade, ci viene mostrato dalla telecamera, e devono essere le parole, il sottotesto dei dialoghi, e i gesti dell’attore a farci capire i suoi pensieri. Usando la voce narrante, invece, ci ritroviamo spesso con Difred che fissa imbambolata qualcosa per alcuni secondi mentre ascoltiamo il suo pensiero. Sembra praticamente una con seri problemi mentali.

L’immersione profonda nei pensieri del personaggio tipica dei romanzi applicata alla telecamera neutra del cinema è un disastro, come lo è l’applicazione della telecamera neutra nei romanzi. Sono due cose differenti che rendono meglio solo nei loro rispettivi ambiti di applicazione.

The Handmaid's Tale, serie tv, difred
Difred mentre guarda in modo strano la frutta e pensa.

Altro difetto è l’eccessiva passività di Difred che azzera il conflitto nella storia. Sembra esserci davvero poco spazio di azione per lei e difficilmente può uscire dalla situazione in cui si trova. C’è un’organizzazione statale che controlla le ancelle chiamata “Occhio” con agenti in borghese nelle varie case, le ancelle che devono uscire a coppia e si spiano/denunciano tra loro, soldati armati perfino nei supermercati…
Insomma, dal pilot sembra che può fare davvero ben poco. Però è possibile che qualcosa cambi nelle altre puntate, quindi per ora sulla sua passività possiamo rimandare il giudizio.

Il conflitto tra personaggi, come dicevo prima, è quasi assente e deboluccio. Ce n’è giusto un po’ tra Difred e la moglie sterile della famiglia che serve e tra Difred e qualche ancella/cameriera. Non è il massimo.

Poi mi sono anche chiesto: che utilità hanno le mogli sterili nella storia?

Non servono a procreare di sicuro. C’è anche una guerra con tra Gilead e i ribelli all’esterno che non permette di avere sempre cibo, o quantomeno certi tipi di cibi sempre a disposizione, quindi si potrebbe intuire che c’è la possibilità di carestie prima o poi. Quindi le mogli sterili potrebbero essere bocche in più da sfamare. Non sembrano fare nemmeno lavori di qualche tipo.
Quindi perché sono nella storia?
Boh!
L’unico motivo cui ho pensato è che esistono ancora rapporti di “vero amore” tra padroni e donne sterili… ma lascia il tempo che trova come spiegazione, onestamente.
Magari la loro presenza viene chiarita dopo nella serie, chissà. Dal pilot non si capisce.

Ok, ci fermiamo qui con l’analisi.

Consiglio la visione del pilot solo se siete veramente interessati alle distopie. In giro, comunque, c’è di meglio su cui investire il proprio tempo.

Annunci

4 thoughts on “The Handmaid’s Tale: breve analisi del pilot della serie tv

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...