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Game of Thrones 7×01: una puntata noiosa

Personalmente sono un grande fan di Game of Thrones. Ho iniziato a seguire la serie nel 2012, quando ancora non se la filava nessuno, soprattutto in Italia. Poi sono passato alla lettura dei 5 romanzi del ciclo Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin a cui si ispira la serie, che sono tutt’ora tra i miei preferiti nel genere low-low-fantasy.

Eppure c’è da dire che la serie ha subito un netto calo di qualità dalla quinta stagione in poi. Per le prime quattro gli sceneggiatori si erano basati sul buon materiale fornito da Martin nei primi tre romanzi. Purtroppo, dalla quinta in poi si sono basati sugli ultimi 2 romanzi del ciclo, che non sono un granché, e hanno iniziato a inventare roba molto brutta per riempire i buchi di trama, e infine sfociare nel trash con la sesta stagione.
In parte la colpa è di Martin che non ha ancora terminato la saga cartacea (ha pubblicato 5 libri di 7 previsti) dopo più di vent’anni da quando ha iniziato a scriverla, e quindi gli sceneggiatori hanno dovuto arrangiarsi seguendo le sue linee guida generali sulla trama.
Diciamo la verità, però: il risultato è abbastanza scadente.

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George R.R. Martin, il papà di Game of Thrones e un bradipo a scrivere.

In particolare, il primo episodio della settima stagione è stato così moscio che mi sono quasi addormentato guardandolo nonostante lo attendessi con impazienza da più di un anno.

Ci sono molti problemi nella puntata e vi parlerò di quelli secondo me più importanti.

In generale c’è una mancanza di conflitto serio e realistico nella maggior parte delle scene. Alcune mancano proprio di conflitto, serio o meno.
Abbiamo qualche scena qua e là con del conflitto buono, come quella tra Cersei e Jaime nel cortile, quella tra Cersei e Jaime ed Euron, e tra Jon e Sansa.

In particolare, Jon dimostra di non aver superato il suo difetto di fidarsi degli altri e aspettarsi che si comportino in modo onorevole come lui e decide di perdonare le casate ribelli del Nord. Quindi, mi aspetto che la sua storia finisca in tragedia, perché è così che di solito finisce una storia in cui il protagonista rifiuta di cambiare dopo la sua esperienza di morte.
L’esperienza di morte è un concetto di sceneggiatura un po’ avanzato che richiede molte spiegazioni per essere compreso. In breve è un evento che spinge il protagonista verso un baratro da cui è difficile uscire se non cambierà e non sempre è letteralmente coinvolta la sua morte.
Con Jon rientriamo in quei pochi casi in cui è anche una morte vera e propria, da cui lui però ritorna per niente cambiato. E non sembra intenzionato a farlo. Quindi, la tragedia dovrebbe essere dietro l’angolo. O almeno credo. Dipende da che scelta vorranno fare gli sceneggiatori, ma se sono professionisti seri sanno che la tragedia è la scelta più adeguata.

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Essere pugnalato a morte non è bastato a Jon per cambiare.

È anche evidente che gli sceneggiatori hanno ben poche idee su come riempire i buchi di trama lasciati da Martin e si sono ritrovati a occupare minuti preziosi della puntata con scene inutili. Ve ne elenco tre, ma ce ne sono molte di più.

La prima è quella in loop di Samwell che svuota pitali. Una sequenza di scene che mi ha fatto ridere molto, soprattutto perché mi ha ricordato le parodie in loop dello youtuber nocoldiz di Game of Thrones. Di sicuro l’avranno fatto per mostrarci che Sam sta passando tanto tempo a Vecchia Città, ma onestamente occupare tutto quei minutaggio con svuotamenti di pitali è stato uno spreco.

E infatti nocoldiz ci ha fatto subito una parodia. LOL!

Una seconda scena inutile è quella di Arya e i soldati. WTF?! Cioè, è una scena senza conflitto, piatta e messa lì solo per farci sapere che Arya sta andando da Cersei per ucciderla e ci sono soldati Lannister nelle terre dei fiumi.

Terza e ultima scena è quella finale con Daenerys. Minuti e minuti secondo loro ricchi di pathos per mostraci Daeny che arriva a casa sua. Pathos che è zero conflitto e quasi nessun dialogo, cioè noia mortale. Non so chi abbia approvato questa scelta di sceneggiatura e montaggio, ma fa davvero schifo nel suo lavoro.

Bella anche la coincidenza di avere Ser Jorah a Vecchia Città dove c’è Sam. Di sicuro è lì per farsi curare e ci scommetto la casa che sarà Sam a trovare la cura per lui.
È arrivato a Westeros perfino prima di Daenerys pur essendo senza soldi e senza navi. Ok, magari si è procurato un passaggio in qualche modo a Essos ed è arrivato prima. Ma come cazzo ha fatto ad attraversare mezzo Westeros e giungere a Vecchia Città così in fretta?
Da Ovest non è mai arrivato nessuno a Westeros stando ai libri, se ricordo bene. Quindi è partito per forza da Est dove si trovava Daenerys e più o meno nello stesso periodo.
Vabbè, è la solita forzatura della trama per far convergere tutti i personaggi più importanti nello stesso luogo.

Infine voglio spendere anche due parole sul personaggio di Euron Greyjoy. Per quanto nei libri appaia come il classico villain pazzo e megalomane appena un po’ macchietta, c’è da dire che la serie ha preferito mostrarlo solo come villain macchietta e basta. Ogni gesto o frase ricorda il classico pirata cattivone dei fantasy o dei manga/anime. È un cliché vivente in poche parole. Secondo me uno dei peggiori personaggi della serie dopo i Martell e le Serpi della Sabbia.

Spero che col secondo episodio la stagione si riprenda perché, al momento, mi ha lasciato con l’amaro in bocca e piuttosto deluso.

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10 thoughts on “Game of Thrones 7×01: una puntata noiosa

  1. Penso che ci siano molti difetti in questo primo episodio, ma penso che l’errore centrale concerna l’evoluzione troppo repentina. Ho letto nel web che la serie si è rivelata poco moderna proprio nel non descrivere questo momento di evoluzione. In parte hai affermato che mancava il conflitto. Ed è proprio questo. I personaggi si sono evoluti, li abbiamo ritrovati in nuove posizioni, nuovi stati d’animo, senza aver visto il conflitto tramite il quale si sia arrivati a questo nuovo status quo. Per esempio Jaime. Non ci viene detto come l’ha presa di Tommen? Sembra che non gliene freghi nulla… Per Mircella era distrutto e per Tommen è indifferente e nemmeno prova astio nei confronti di Cersei (rapporto che entra in crisi nei romanzi).
    Tra l’altro vorrei anche spendere due parole sul fatto che tu attribuisci la “colpa” alla mancanza di storie cartacee a cui attingere. In realtà gli showrunners si sono distaccati dai romanzi quando ancora le risorse non si erano esaurite e hanno fatto una stagione, la sesta, con libertà creativa assoluta, e non a caso è stata la serie più apprezzata dal pubblico. Specialmente in italia gli spettatori che non hanno letto i romanzi, odiavano le puntate in cui i registi rimanevano fedeli al romanzo, ritrovandole molto noiose. Ed in effetti i romanzi di Martin vedono azione solo in pochissime pagine, sparse in libroni giganteschi. Mentre in televisione quei tempi così dilatati sono stati da subito criticati.

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  2. Il problema di Jaime nemmeno me lo pongo ormai. Il Jaime della serie è totalmente differente da quello dei libri, praticamente ridotto a una macchietta succube del suo rapporto con Cersei.
    Se proprio vogliamo parlare di personaggi che sembrano affetti da sbalzi improvvisi di umori e simpatie, possiamo citare Davos e Melisandre nella stagione precedente, che di colpo s’interessano a Jon praticamente senza motivo, solo “perché sì”.

    Per il discorso della sesta stagione, purtroppo il successo di pubblico è irrilevante ai fini del giudizio oggettivo di un’opera per un semplice motivo: troverai sempre pubblico per una storia, brutta o buona che sia. Può essere più o meno grande, ma lo troverai.

    Nel caso della sesta stagione, il pubblico che l’ha apprezzata molto è stato quella parte della fan base che tifava Stark e voleva che si riprendessero la rivincita, e hanno chiuso gli occhi davanti a palesi cavolate ed errori nella sceneggiatura. Quel tipo di pubblico cui piacciono storie più semplici del tipo “tizio si vendica del torto subito da caio” e poco importa se questo avviene in un contesto credibile o no.
    Il calo di qualità con la mancanza del materiale di Martin (non perfetto, ma con meno errori) è già evidente proprio dalla quinta stagione. Per esempio, prendiamo la vicenda di Stannis.
    Nei libri Stannis ancora non si sa che fine farà, nella serie gli sceneggiatori hanno deciso liberamente di ammazzarlo. Come?
    Nel modo più idiota possibile. Stannis ci viene presentato come un genio militare… così genio che si fa fregare da un ragazzino come Ramsay che con una manciata di uomini, di notte e con una tempesta di neve in atto, riesce a dare fuoco al posto dove tengono i cavalli, la risorsa più preziosa dell’esercito di Stannis in quel momento.
    Questo è un palese errore di coerenza interna di un’opera e della descrizione dei personaggi.
    Una porcata fatta proprio da D&D, non da Martin.

    Inoltre, il pubblico giudica quasi sempre basandosi su pareri soggettivi, che non sono da prendere in considerazione quando si giudica la sceneggiatura di un’opera.
    Come si giudica la sceneggiatura di un’opera in modo oggettivo?
    Semplice, usando criteri tecnici condivisi dagli esperti del settore, cioè gli chi ha studiato storytelling: presenza o meno di ottimi archi di trasformazione dei personaggi, di conflitto serio e credibile tra personaggi, rapporti credibili di causa-effetto nelle scene, mancanza di coincidenze e incoerenze logiche nelle scene e nelle scelte dei personaggi, e tanto altro ancora.
    Tutta roba che non è giudicabile soggettivamente perché è presente nelle scene girate, mica inventata da chi guarda.
    Insomma, pareri che possono dare solamente chi ha studiato storytelling, indipendentemente se poi fa lo sceneggiatore, lo scrittore di romanzi, opere teatrali o il semplice appassionato che segue dall’esterno e si è informato a dovere. Buona parte del pubblico non conosce questi criteri, quindi non può giudicare in modo oggettivo un’opera e infatti molte discussioni online e litigi si basano su meri gusti personali che, appunto, sono personali e non criticabili.
    Per questo molti sceneggiatori e scrittori professionisti evitano come la peste le discussioni con fan e appassionati di serie tv e film, perché è come quando i laureati in astronomia/fisica si ritrovano a discutere con il terrapiattista di turno su Facebook: è inutile spreco di tempo perché non sa di cosa sta parlando e vaneggia ^__^

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    1. Ecco, perfettamente. Sia il materiale di Martin che l’impianto della serie hanno dei difetti. Però non possiamo metterci su un piedistallo e far finta che il pubblico non esista, solo perché riusciamo a vedere tutti gli errori che magari i più non distinguono. Io penso che – INGIUSTAMENTE SIA CHIARO – erano asfissianti le critiche agli episodi centrali di tutte le stagioni (fino alla quinta) e che, parallelamente, nemmeno la critica riconoscesse Game of Thrones per quel che stava facendo, anteponendo sempre altre serie TV nelle preferenze. Quindi non me la sento di scagliare accuse micidiali contro una stagione (come la sesta), che secondo me ha avuto il pregio di farsi apprezzare dall’inizio sino alla fine. Poi, oh, se vogliamo metterci a criticare pesantemente Game of Thrones, penso davvero che le cose da vedere, come prodotti di intrattenimento, rimangano davvero poche.
      Per me, oltretutto, difetti grossi come l’evoluzione schizofrenica che si è avuta in questo inizio di stagione non ce n’erano stati.
      Concordo con te sui difetti, ma potrei trovare difetti simili in altre centocinquanta serie o film, e forse troverei errori anche più grossolani.

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      1. Come scritto già sopra, il successo di pubblico di un’opera non conta come giudizio oggettivo. Non è una questione di mettersi su un piedistallo, semplicemente è la verità oggettiva. Ci sono tantissime serie tv pessime in giro molto gradite dal pubblico, tipo Once Upon A Time. E va bene così, ma non è un metro di giudizio oggettivo di un’opera e va ignorato in sede di analisi.
        Da come la difendi, credo che a te sia piaciuta la sesta. Ergo, nel tuo giudizio sei condizionato dal tuo bias e non sembri volertene distaccare abbastanza da guardare alla sesta con sguardo critico oggettivo. Qualsiasi cosa io possa dirti, la rifiuterai. Hai ignorato già quando ti ho detto che Davos e Melisandre hanno avuto un cambiamento repentino ingiustificato pro Jon. Invece, in questo inizio, che non ti è piaciuto, critichi Jaime per lo stesso motivo.

        Per quanto riguarda le “poche cose da vedere se critichiamo” non è vero. C’è molta roba valida in giro, tra cui le prime 4 stagioni di GOT e altre cui ho dedicato degli articoli sul blog (e molte altre su cui farò degli articoli in futuro). Nessun tipo di opera è perfetta, basta accettare gli errori che ci sono e non prendersela con chi li fa notare. Ci sono. Punto. Il resto è aria fritta.

        Nessuno, inoltre, ti vieta di guardare roba piena zeppa di errori e problemi. Il tempo è tuo, scegli tu come usarlo, mica io.

        Io guardo e riguardo roba piena di errori perché mi piace, ma mica vado in giro a spacciarla come roba di qualità. So dividere i due tipi di giudizi (soggettivo e oggettivo) e quindi fruisco i vari tipi di opere cercando di tenere lontano i miei bias il più possibile. A volte ci riesco, a volte no. Amen.

        Non per questo vado a prendermela con chi fa analisi oggettive supportate dai fatti di ciò che a me piace e fa notare pregi e difetti.

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      2. Non volevo essere polemico. Mi piaceva dialogare sulla sesta stagione, tutto qua. Mi dispiace sia stato preso come un attacco. Riconosco e rispetto le tue opinioni, tra l’altro validamente argomentate. Sottolineavo soltanto che, ad esempio, la quarta stagione è stata molto contestata, mentre la sesta ha avuto un’ottima reazione e molte testate hanno considerato le ultime due puntate un apice della serialità. E chiaramente il pubblico è una cosa di cui devono tener conto i registi… Non era mia intenzione attaccare, ribadisco.

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  3. da fan della prima ora della prima ora del trono di spade come te anche io penso che dalla 5 stagione abbiamo dovuto sopportare un calo della storia. La parte più fallimentare secondo me è la mancata crescita di Jaime che nei libri è evidente. Forse nella serie l’importanza eccessiva data a Cersei mette in ombra lo sterminatore dei Re. Per quanto riguarda Stannis nella serie è stato distrutto! Per fortuna almeno una volta davos lo ricorda come il miglior stratega dei 7 Regni nell’accampamento di Jon Snow fuori Grande Inverno… La sesta stagione almeno tra alti è bassi porta avanti la storia e almeno dal punto di vista spettacolare la Battaglia dei Bastardi e l’episodio finale mi hanno soddisfatto.
    Per quanto riguarda Jon Snow nella première, io sono di parte e forse non obbiettivo, vedo in lui un acume politico migliore di Robb. Quando decide di perdonare gli eredi delle casate ribelli lo interpreto come una decisione che può portare una vera pacificazione di un nord devastato dalla guerra. La fine di Robb e il malcontento con le casate del nord che porta alle nozze rosse inizia proprio con l’esecuzione di Rickard Karstark reo di aver ucciso e Tion Frey e Willem Lannister.

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    1. Il problema con Jon è questo: ha condannato i cospiratori dei Guardiani che lo hanno ucciso, non ha voluto togliere un castello e qualche terreno a eredi di famiglie ribelli che l’hanno quasi ucciso e, nel profondo, potrebbero covare vendetta nei suoi confronti.
      Secondo me stona troppo come decisione. Comunque quello che conta è il punto di vista di Jon e non il mio, quindi staremo a vedere che accade.
      Io spero nella tragedia, ma ho la sensazione che ci passeranno sopra e basta ^__^

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