film, romanzo · serie tv

Il conte di Montecristo: breve analisi di una storia di successo

È difficile trovare qualcuno che non abbia mai sentito parlare di Edmond Dantès, il giovane marinaio francese imprigionato ingiustamente per anni e anni al Castel d’If che riesce ad evadere e vendicarsi dei nemici che lo hanno privato della sua vita e della sua felicità.

Il conte di Montecristo è la mia opera preferita e anche una di quelle poche storie che avrei voluto scrivere io. Ho apprezzato molto il romanzo di Dumas, nonostante sia una delle opere scritte peggio nella storia della letteratura, cosa confermata tra l’altro anche da Umberto Eco.

Ho amato anche le sue trasposizioni cinematografiche e televisive, in particolare la miniserie televisiva del ‘98 con protagonista Gérard Depardieu, che nonostante si distacchi dal libro in molte cose, soprattutto nel finale, è secondo me la più bella e godibile tra quelle realizzate finora.

conte di montecristo, miniserie, gerard depardieu, edmond dantes
Depardieu nella miniserie. Il suo aspetto non coincide con quello di Edmond descritto nel romanzo, ma vabbè…

Da quando ho iniziato a studiare storytelling mi sono sempre chiesto se ci fosse qualcosa nella sceneggiatura dell’opera che abbia reso la storia del conte così popolare, mettendo da parte quindi tutte le analisi politiche, teologiche, storiche, ecc., che negli anni i vari critici di Dumas hanno fatto per spiegarne il successo.

Secondo me sono due gli elementi di storytelling che hanno reso Il conte di Montecristo una storia di successo.

Un’ottima costruzione dell’empatia

Come già detto in passato nell’articolo sull’empatia (qui), questa è una componente fondamentale per il successo di una storia. Far sì che il pubblico abbia a cuore il destino di un personaggio e abbia paura per quello che gli accade è un risultato importante da raggiungere per chiunque voglia creare una storia efficace.

Ne Il conte di Montecristo abbiamo un’ottima costruzione dell’empatia verso il protagonista, Edmond. Ci ritroviamo nel tipico caso del personaggio moralmente giusto che soffre ingiustamente.

Edmond è un marinaio onesto e molto capace nel suo mestiere che finisce in galera a causa di un complotto di gente invidiosa di lui e di un giudice ipocrita che non si fa scrupoli a condannare all’ergastolo un innocente per pararsi il culo. Con l’arresto Edmond perde la libertà, la fidanzata, la carriera e anche il padre, che verrà lasciato a morire di fame.

La costruzione dell’empatia per Edmond è così potente che, a meno che non si abbia un cuore di pietra, è difficile non fare il tifo per lui e preoccuparsi di ciò che gli accadrà.

L’uso del quadrilatero di Truby per la costruzione degli antagonismi

Del quadrilatero di Truby ne avevo parlato nell’articolo dedicato a The Wire (qui). Vi ripropongo la spiegazione in breve.

È una regola che viene seguita per creare antagonismi all’interno di una storia e viene chiamato “quadrilatero” perché a un angolo viene messo il protagonista e negli altri tre gli antagonisti. Ogni antagonista ha il suo sistema di valori e credenze che lo porta a scontrarsi con quelli del protagonista e degli altri antagonisti.
Questa struttura la si può anche ingrandire e portarla a livello di organizzazioni, stati e così via.

Nel caso de Il conte di Montecristo l’applicazione del quadrilatero è proprio da manuale.
A un angolo abbiamo il conte e agli altri tre il barone Danglars, il conte di Morcef (Fernando Mondego) e il giudice Villefort. Il conte cerca di vendicarsi di ognuno di loro, che a propria volta spesso cercano di fregarsi l’un l’altro.

quadrilatero di Truby, il conte di montecristo, antagonisti, sceneggiatura
Una versione semplificata del quadrilatero di Truby basata sui personaggi de “Il conte di Montecristo”.

Caderousse non è un vero e proprio antagonista, perché si limita a non dire niente del complotto di Danglars e Mondego ai danni di Edmond. Solo dopo prova a derubare Edmond quando è conte, ma anche lì ammette in punto di morte che rimpiange di aver taciuto la vicenda del complotto con le autorità e che gli dispiace per Edmond. In generale non ha neanche tanto peso nella storia e lo stesso conte non lo tratta come vero e proprio nemico di cui vendicarsi.

Secondo me sono questi i due fattori oggettivi principali nella sceneggiatura che hanno determinato il successo dell’opera.
Potrebbero essercene altri, ma per trovarli bisognerebbe fare un’analisi molto più approfondita, in particolare sul romanzo. Ma questo è così pieno di excursus e parti inutili che, lo dico francamente, ci vorrebbe troppo tempo e non ho voglia di farlo. E potrebbe anche essere inutile per motivi che vi spiegherò a breve.

Ora, al lettore più smaliziato potrebbero venire un dubbio: ma come faceva Dumas a sapere di teorie di sceneggiatura come l’empatia e il quadrilatero di Truby?

Semplice, non le conosceva. Quasi sicuramente ha azzeccato la teoria a caso.

Poteva conoscere la costruzione dell’empatia perché la si estrapola oggi dalla Poetica di Aristotele nella sua forma basilare (leggete qui se volete approfondire l’argomento).
Difficile però stabilire se Dumas abbia letto o no quest’opera, quindi è più probabile che l’abbia azzeccata a caso. Tra l’altro, si dice che la storia de Il conte di Montecristo sia ispirata a un fatto realmente accaduto dell’epoca, quindi è probabile che Dumas non abbia nemmeno ragionato sulla costruzione della storia e si sia limitato a fantasticare un po’ sui fatti reali e allungare il brodo per fare più soldi possibili. Il romanzo, infatti, è uscito a puntate ed è pieno di excursus e parti inutili.

Dumas non poteva conoscere il quadrilatero di Truby, soprattutto con questo nome visto che Truby è nato nel 1952. Possiamo ipotizzare che, magari, leggendo opere contemporanee a lui e i classici, Dumas abbia semplicemente estrapolato lo schema degli antagonisti come ha fatto Truby, che non l’ha inventato di sana pianta ma ha semplicemente analizzato tante storie scritte e ricavato lo schema. Ha condensato la pratica e l’ha fatta diventare teoria, cioè qualcosa di universalmente valido per tutti, come si fa da sempre nella storia dell’umanità.
Oppure, semplicemente, è possibile che Dumas si sia basato di nuovo su fatti reali.

Personalmente sostengo l’ipotesi che Dumas abbia avuto due botte di culo e basta.

I romanzieri del passato, così come il 99% di quelli di oggi, non progettava le opere secondo le teorie di storytelling conosciute all’epoca e si limitava a inventare tutto a caso mentre scriveva.

Per questo chi studia storytelling preferisce analizzare serie tv e film, quindi sceneggiature, perché sono create seguendo le regole e non improvvisando sul momento.
Il settore degli sceneggiatori è ad alta competizione, quindi devi spiccare sulla concorrenza se vuoi lavorare perché il livello qualitativo è alto e puoi farti notare solo se hai studiato e sai applicare bene la teoria. Al contrario, invece, i romanzieri di oggi competono in un mercato di bassissima qualità, pieno di imbrattacarte permalosi dall’ego pompato che al sentire parlare di studio di storytelling o analisi oggettiva di un’opera ti sputano in faccia e ti bollano come snob.

scrittori, meme
NON PUOI GIUDICARE OGGETTIVAMENTE UN ROMANZO, CRETINO!1!1! L’ARTE È INGIUDICABILE !1!1!1!

La mancanza di studio di storytelling da parte dei romanzieri è anche uno dei tanti motivi (molti, ci vorrebbero articoli e articoli per elencarli tutti che porterebbero solo al flame nei commenti) per cui la gente preferisce guardare film e serie tv piuttosto che leggere un romanzo ^_^

Infatti sul blog analizzerò raramente romanzi nonostante io ne legga un bel po’ all’anno. È perlopiù inutile farlo. Ho analizzato brevemente Il conte di Montecristo solo perché è un’opera che mi sta a cuore e mi piace molto, e aveva giusto quei due elementi di teoria fondamentali in una buona storia.

Vi lascio un video con una citazione bellissima del conte tratta dalla miniserie televisiva con Depardieu. Trovo eccezionale la voce del doppiatore italiano e la musica di sottofondo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...