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Justified: quando la giustizia diventa un cliché senza senso

In questo periodo stavo cercando una nuova serie tv da vedere. Avendo già esaurito quelle più valide e conosciute, mi sono ritrovato a spulciare tra quelle meno blasonate e più di nicchia. Così ho trovato Justified e ho deciso di provarla.

Purtroppo non sono andato oltre i primi tre episodi, che è il solito numero sufficiente a farti capire se una serie tv vale la visione o no. Nel caso di Justified la risposta è no, purtroppo.

justified, rylan
Immagine che grida: “PrOtAgOnIsTa FiGo1!1!1!”

Nell’articolo analizzerò solo il pilot per questione di brevità, ma c’è da dire che già la prima puntata riassume bene l’andazzo della serie. Al solito indicherò i pregi e i difetti oggettivi.

Iniziamo!

Difetti

In Justified abbiamo la mancanza di empatia per il protagonista, Rylan. Lui è un tipo impulsivo e rancoroso, che non ci viene presentato né come il classico personaggio moralmente giusto che soffre ingiustamente né come il meno peggio del suo ambiente. Rylan è pure spocchioso è arrogante. Si presenta come il classico personaggio figo che fa il culo a tutti sempre e comunque. Ed è pure uno sbirro con problemi familiari e divorziato.
Praticamente è un cliché vivente che cammina.

Inoltre, l’essere impulsivo e rancoroso porta Rylan già a pochi minuti dall’inizio della puntata nei guai perché uccide un criminale e viene riassegnato nella città natale da cui proviene. E qui uno ci si aspetterebbe che questi difetti caratteriali di Rylan lo facciano finire sempre più nei guai e che mettano in pericolo i suoi compagni. Invece no. Lui ritorna nella città natale e continua a fare quel che cazzo gli pare col benestare dei suoi nuovi compagni e tutto fila liscio come l’olio.
Praticamente il fatto di riassegnarlo non serve a un cazzo. Doveva essere un modo per sbarazzarsi di lui e punirlo (credo), invece lo hanno mandato nel paese dei balocchi dove può fare quello che gli pare insieme ai nuovi compagni.
Bah, no sense proprio.

justified, rylan
Rylan, il protagonista. I suoi sorrisini da sborone e le sue battutine da “figo” lo rendono un palo nel culo.

Proprio come Rylan, anche gli antagonisti che affronta sono i classici antagonisti da film/serie tv stereotipati. Nel primo episodio sono un semplice gruppo di estremisti bianchi senza cervello che vivono nella sporcizia, fanno rapine, provano ad ammazzare dei neri, sono immischiati nel traffico di droga, ecc.
Non ce n’è uno che si salva. Quello principale del primo episodio è un esaltato che ammazza chiunque perché, boh, gli va di farlo.
Sono antagonisti senza spessore per un protagonista senza spessore.

Alcune scene sono esagerate e inverosimili. Per esempio, verso la fine avviene la sparatoria fra un’auto della polizia e quella di due suprematisti bianchi. Rylan con la sua auto si mantiene a distanza. Mentre i suprematisti stanno facendo il culo ai poliziotti e al capo di Rylan, proprio il capo decide di rispondere alla chiamata di Rylan sul cellulare mentre è sotto il fuoco del nemico. Esatto, non al riparo da qualche parte, ma mentre gli sparano addosso, praticamente. Un genio. E ovviamente non lo beccano mai ^_^

Bella anche la scena infodump tra Rylan e il suo nuovo capo dove discutono del passato dell’antagonista dell’episodio. È proprio il classico dialogo infodump dove i due si scambiano informazioni a solo beneficio dello spettatore. Non c’è un minimo di costruzione seria del dialogo. Pessimo, davvero pessimo.

Non potevano mancare a questo punto anche le coincidenze. Ne abbiamo una a metà episodio, più o meno, quando Rylan incontra l’amica bionda sulla scala del tribunale. Il classico incontro casuale per mettere insieme i personaggi e farli parlare. Facile da evitare, ma vabbè…

Pregi

Tra i pregi c’è di sicuro l’inizio dell’episodio in medias res, con Rylan che spara a un cattivo mentre sono seduti a un ristorante all’aperto. Per questa sua decisione, Rylan viene indagato e spedito nella sua città natale dal suo capo.
Di solito l’inizio in media res non è un granché come scelta perché si altera lo svolgimento cronologico della vicenda, ma può funzionare se subito ci viene mostrato un personaggio per cui proviamo all’istante empatia e una situazione particolarmente interessante. In Justified funziona perché vediamo subito (in pochissimi minuti) che Ryan si mette nei guai per via delle sue azioni (ammazzare a sangue freddo il criminale al ristorante) e viene punito.

Molto carino anche il finale a specchio dell’episodio. Il finale a specchio è un concetto di cui non ho mai parlato sul blog, ma è facile da capire: si prende la prima scena iniziale di un’opera e la si ripropone “rovesciata” alla fine. Il rovesciamento non riguarda solo i meri eventi, ma anche tanti altri fattori, come i valori in gioco nella storia.

In Justified la scena iniziale vede Rylan pranzare all’aperto con un criminale cui ha dato un ultimatum di 24 ore per lasciare la città altrimenti lo ucciderà. Dalla concessione fatta, capiamo che Rylan ha un qualche legame con questo criminale che non crede che lui faccia sul serio. Ma mentre siamo a pochi secondi dalla scadenza dell’ultimatum, il criminale sfodera la pistola da sotto il tavolo e prova a sparare a Rylan, ma lui è più veloce e lo ammazza.
Nel finale invece la scena si svolge in una casa all’ora di cena. Rylan si siede al tavolo in sala da pranzo sempre di fronte a un altro criminale, che è un suo ex collega minatore che gli ha salvato la vita in miniera. L’arma del criminale è sul tavolo, in bella mostra. In cucina c’è l’amica che Rylan ha incontrato al tribunale. Mentre Rylan e il criminale discutono, la donna entra in scena con un fucile. Il criminale prova a spararle, ma Rylan è più veloce a estrarre la pistola e lo mette K.O. senza però ucciderlo.

justified, antagonista, trash
L’antagonista del primo episodio. A quanto ne so diventerà un personaggio principale dalla seconda stagione in poi. Che bellezza. Immagino già quante belle scenette mi perderò in cui lui e Rylan giocano a chi fa lo sborone più figo.

Come vedete oltre a ribaltare i meri eventi e altri piccoli dettagli qua e là, abbiamo un ribaltamento anche del modo di agire di Rylan e dei suoi valori: a inizio episodio è cinico e spietato al punto da freddare un uomo che conosce senza pensarci due volte, a fine episodio spara senza uccidere al criminale che gli ha salvato la vita da giovane per salvare l’amica.
Sarebbe stato più potente come finale se fosse avvenuto un bell’arco di trasformazione completo per Rylan durante l’episodio, ma vista la durata dell’episodio (troppo breve per sviluppare un arco completo) e l’intento di farci una serie tv sopra, è normale che non sia presente e venga fuori un pasticcio senza senso; perfino il fatto che il criminale gli abbia salvato la vita lo sappiamo tramite un flashback di pochi secondi mostrato all’ultimo secondo.
Peccato, potevano farlo meglio.

Ok, raga, su Justified non ho altro da dire.

Personalmente la sconsiglio come serie. Di interessante c’è solo il difetto caratteriale di Rylan che lo mette nei guai a inizio episodio, ma vediamo subito che poi diventa più un pregio e che si manda il tutto allo scatafascio per fare scene ridicole con antagonisti cliché.

Come sempre se l’articolo vi è piaciuto e volete aiutarmi a far conoscere il blog, condividetelo sui social e parlatene ai vostri amici appassionati di serie tv e film!

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