critica · netflix · recensioni serie tv · serie tv · storytelling

Tredici: una pessima serie tv

Ho aspettato un po’ prima di fare questa recensione perché volevo che tutto l’hype generato dalla serie all’uscita si sgonfiasse e il fandom accecato di Tredici si desse una calmata e tornasse a ragionare un po’.

Tredici è una pessima serie tv non solo come tratta alcuni temi delicati in modo banale (bullismo, stupro, suicidio, educazione giovanile, ecc.), ma anche, e soprattutto, dal punto di vista della sceneggiatura.

Come sempre suddividerò la recensione in pregi e difetti oggettivi sulla storia, ma c’è da dire che in questo caso ci sono quasi solo difetti.

Non tratterò altri problemi già indicati da diversi recensori e dal pubblico perché sono così palesi che anche chi non ha studiato storytelling e usa il buonsenso riesce a individuarli facilmente, come Clay che non ascolta tutte le cassette in una notte (come accade nel libro) solo per fare 13 episodi, ecc.

Ci saranno ovviamente SPOILER.

Ok, iniziamo!

Difetti

Per prima cosa in una storia cerco sempre sé c’è empatia per il protagonista fin dalle prime scene. In questo caso abbiamo due protagonisti principali, Clay e Hannah, l’uno della storia ambientata nel presente e l’altra nel passato quando era ancora viva.
L’empatia per Clay la tratteremo nei pregi. Per ora analizziamo il caso di Hannah.

Per Hannah non c’è la minima empatia né a inizio storia né in seguito.

hannah baker, tredici, 13, 13 reason why, protagonista
Hannah, la protagonista della serie.

Prima di spiegarvi perché, occorre spiegare il concetto di dramma oggettivo e soggettivo di cui parla il famoso insegnante di sceneggiatura David Howard in Lezioni di Sceneggiatura.

Il dramma oggettivo deriva da momenti che sono di per sé drammatici, indipendentemente da ciò che sappiamo sulle persone coinvolte. Eventi come uno stupro, un atto di bullismo, un attentato terroristico, una sparatoria, un incidente d’auto, ecc.
Il dramma soggettivo deriva invece dal fatto che sappiamo qualcosa dei personaggi coinvolti in momenti drammatici e teniamo a loro… quindi quando esiste un legame empatico.

Nel caso di Hannah il legame empatico non c’è. Hannah non è un personaggio moralmente giusto che soffre ingiustamente né il meno peggio del suo ambiente.
Perché?
Beh, vi faccio una breve lista:

  • Hannah ha diversi problemi psicologici che la portano a esagerare quello che le accade. È una vera drama queen. Si offende e fa un dramma anche per cose innocenti. Lei soffre per tutto e trova ingiusto quasi tutto quello che le viene fatto.
  • Hannah è vendicativa. E nella sua vendetta trascina quasi con sé un innocente (Clay) e porta Alex al punto di spararsi in testa per un errore di cui si mostra pentito per tutta la serie.
    Non è tanto diversa da quelli che incolpa nelle sue cassette né la meno peggio. Praticamente è al terzo posto dopo Marcus, il molestatore, e Bryce, l’altro molestatore e pure stupratore, nella classifica dei personaggi moralmente peggiori in Tredici.
  • Hannah assiste allo stupro di Jessica e non interviene a salvarla. Ok, magari era sotto shock e quindi non ha avuto la forza per reagire, ma non rimane nemmeno a consolare l’amica dopo e addirittura parla dello stupro nei nastri, mettendo al corrente le altre 11 persone (escludo Bryce, che sa che schifo ha commesso) invece di lasciare istruzioni per inviare il nastro di Jessica solo a lei per garantirle la privacy che merita.
  • Hannah non si fa problemi a incolpare gente di cose che non ha commesso. Per esempio incolpa Sheri per un’idiozia senza senso. Anche se Sheri avesse chiamato la polizia, mica il segnale stradale che ha buttato giù con l’auto sarebbe stato sostituito all’istante. Quindi l’incidente in cui muore l’amico di Clay si sarebbe probabilmente verificato comunque. Non c’erano i famosi “tempi tecnici” per intervenire.
    E poi parla proprio Hannah che è scappata dalla festa, lasciando da sola Jessica ubriaca e stuprata, preoccupandosi solo dell’impatto psicologico che lo stupro ha avuto su di lei e non sull’amica. Hannah è un’ipocrita fatta e finita.
    Altro caso è quello con Zack, il ragazzo coreano. Non solo Hannah lo ha maltrattato, ma Il suo “crimine” contro di lei è così insulso che veramente… non ho parole. Siamo a livello asilo nido.
hannah baker, tredici, 13 reason why, protagonista
Hannah ti osserva e ti giudica sempre, tipo Dio. Ma guai se ai suoi fan fai notare i suoi sbagli, sempre come con Dio ^_^

Come vedete Hannah non è un personaggio per cui si può provare empatia o dispiacersi se non in quei momenti che, come spiega Howard, sono oggettivamente drammatici, cioè quando è vittima di slut-shaming, di molestie sessuali da parte di Marcus e Bryce, e di stupro.

Paradossalmente proviamo più empatia per uno come Alex che per Hannah, perché lui si mostra come il meno peggio tra i bulli ed è dispiaciuto per quello che ha fatto al punto da tentare il suicidio.

Altro appunto sul personaggio di Hannah è che sembra un po’ irrealistico. Ha la battutina sempre pronta per qualsiasi situazione e inventa piani senza senso, come quando prova a rimorchiare Justin con la scusa dell’autobus: mica poteva prevedere che Justin sarebbe salito e tutto quel che ne segue.

È brutta anche la scelta di far commentare ad Hannah quello che avviene nella sua storyline usando la sua voce registrata, rendendolo una specie di narratore onnisciente che commenta quello che accade e ci rivela i pensieri di Hannah stessa mentre vediamo le scene.
Il narratore onnisciente è aborrito nel cinema come nei romanzi e va bene solo nelle storie comiche per migliorarne la vena comica, come in Fantozzi.
E sapere i pensieri del personaggio va bene in un romanzo, non al cinema. Siamo nello stesso errore fatto nella serie tv The handmaid’s tale con la protagonista, di cui ci vengono rivelati i pensieri da una voce fuori campo.
Mischiare tecniche del romanzo a quelle del cinema è quasi sempre una pessima scelta.

Un altro errore è la mancanza quasi totale di conflitto serio e credibile nella storia di Clay nel presente. Praticamente abbiamo Clay che va in giro ad ascoltare i nastri, si lamenta o fissa il vuoto come un imbecille. C’è un pochino di conflitto quando prova a rifarsi su qualche bullo per quel che è accaduto ad Hannah e quando gli altri ragazzi provano a metterlo a tacere con la storia dell’erba nello zaino. Sono tentativi comunque molto blandi. Ha più conflitto serio e credibile la storia di Hannah, che quindi è anche più interessante.

Potevano mancare anche le coincidenze sceme in Tredici?

No, ovviamente. Due sono quelle che mi sono rimaste impresse:

  • Sheri che butta giù il segnale stradale e guarda caso da lì ci passa un paio di minuti dopo l’amico di Clay che ha un incidente mortale.
  • Tony che ha tutta l’attrezzatura da dare a Clay per ascoltare le cassette. Evitabilissima come coincidenza, bastava farla comprare a Clay su internet o in un negozio che vende roba vecchia coi soldi che guadagna lavorando al cinema. Non doveva nemmeno chiedere soldi ai genitori e quindi dare spiegazioni scomode.

Ce n’erano altre che mi avevano fatto ridere, ma non ricordo bene quali e non mi va per niente di riguardarmi la serie di nuovo per segnalarle, onestamente.

Non potevano mancare nemmeno i personaggi cliché: abbiamo Jessica che è la classica cheerleader svampita e alcolizzata che se la fa col giocatore di turno; Justin che è il classico bullo/fighetto con problemi familiari ed economici; Bryce che è il classico bullo riccone maschilista che pensa di poter fare quello che vuole; Alex il classico ragazzino sfigato che fa le cazzate per farsi notare dai tipi fighi; Clay è il classico nerd timido con problemi relazionali, ecc.
Veramente, la fiera dei cliché. Non sto a elencarli tutti perché non c’è motivo di farlo. Sono lampanti a chiunque abbia visto un paio di serie tv per adolescenti dal 2000 a oggi.

cast redici, cast, tredici, 13, 13 reason why, personaggi tredici, netflix
Il cast giovanile della serie al completo. Sono tutti sorridenti e felici di aver interpretato personaggi cliché ^_^


Pregi

Come accennato prima, la costruzione dell’empatia per Clay è buona, insieme a quella per Alex.

clay jensen, clay, 13, 13 reason why, tredici, netflix, cast, personaggio
Clay, l’altro protagonista. Questa è l’espressione tipica che tiene per tutta la serie.

A inizio storia Clay ci viene presentato come un personaggio moralmente giusto che è innamorato di Hannah e soffre per la sua morte. Ad aggravare il suo dolore si aggiunge l’essere finito sulla lista di tredici persone fatta da Hannah che l’hanno spinta al suicidio, e il doversi ascoltare le cassette registrate dalla stessa Hannah prima di suicidarsi.
Quindi possiamo far rientrare il suo caso in quello del personaggio moralmente giusto che soffre ingiustamente. Cosa che poi sarà anche confermata nella sua cassetta: è finito nella lista senza motivo, praticamente. Hannah gli ha instillato dentro un forte senso di colpa prima di farlo arrivare ad ascoltare la sua cassetta, che è tra le ultime (Clay non ha avuto nemmeno il coraggio di ascoltare la sua subito). Un senso di colpa che spinge Clay quasi al suicidio prima di ascoltare la sua cassetta, dove praticamente Hannah lo “scagiona” e gli rivela perché si trova nella lista.

L’unico altro pregio che mi viene in mente è esterno alla sceneggiatura in sé e riguarda l’ottima riuscita della scena del suicidio di Hannah dal punto di vista della regia e della recitazione.
L’attrice è riuscita a rendere benissimo la sofferenza che di sicuro prova chi si taglia la vene per suicidarsi sul serio ed è buona anche la reazione della madre di Hannah alla vista del cadavere della figlia (un po’ meno quella del padre).

13, 13 reason why, tredici, netflix, hannah baker, suicido, personaggio
Estratto dalla scena del suicidio. Potete trovarla online per intero su Youtube e altri siti simili. Vi sconsiglio di vederla se siete facilmente impressionabili perché è una scena molto cruda.

Ok, non ho altro da dire personalmente su Tredici. Magari se un giorno, per qualsivoglia motivo, dovessi rivederla e trovare qualcosa di nuovo da segnalare farò un altro articolo.

Ovviamente la sconsiglio.

È il classico teen drama banale e fatto male, che non lascia nulla a chi lo guarda. Non si salva praticamente niente della storia. C’è di meglio su cui investire il proprio tempo.

Come sempre se l’articolo vi è piaciuto e volete aiutarmi a far conoscere il blog, condividetelo sui social e parlatene ai vostri amici appassionati di serie tv e film!

Annunci

3 thoughts on “Tredici: una pessima serie tv

  1. Non ho visto la serie ma ho letto il libro, e tutto quello che hai scritto l’ho pensato anche io leggendo. Ricordo una certa delusione man mano che proseguivo la lettura (che tra l’altro consiglio se qualcuno volesse avvicinarsi alla lettura in inglese perché è molto scorrevole e non presenta difficoltà insormontabili) perché non succede niente ad Hannah che giustifichi davvero il suo gesto; se la suona e se la canta da sola, in pratica, rovinando la vita a tutti quelli che ha intorno, primo tra tutti il povero Clay. Io so cosa significa essere vittima di bullismo, e davvero quello che ha subito Hannah è all’acqua di rose.
    Poi, certo, c’è tutto quello che hai detto tu, come i personaggi stereotipati. Davvero, non riesco a capire cosa la gente ci abbia trovato in questa storia.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...